martedì 6 dicembre 2011

Atelier: gruppo di Art-Counseling

Atelier
Percorso di Art-Counseling in gruppo per la crescita personale e il benessere


Atelier è un percorso di crescita personale in gruppo di Art-Counseling, inteso a promuovere la qualità della vita e il benessere.Con l’utilizzo di vari materiali artistici come: pastelli, gessetti colorati, pasta da modellare, colori a dita, pennarelli, pastelli a cera, stoffe e altro ancora, per creare dei collage, le persone potranno sperimentarsi in un’esperienza creativa che aiuterà ad acquisire una maggiore consapevolezza di sé per il miglioramento del proprio benessere. Forme, colori e immagini, facilitano l’esplorazione delle emozioni spesso silenti per dargli “parola”, aiutando a comprendere meglio se stessi e a superare momenti di empasse.   

Trainer:
Pierluigi Pitaccolo
Gestalt Counselor
Informazioni:
333.8812904
nlp.gestalt@gmail.com


Inizio - fine: febbraio - maggio 2012
Incontri: 8, due al mese
Dove: Udine


sabato 12 novembre 2011

DanzArte, Muoversi Creativamente. Workshop

DanzArte
Muoversi creativamente
Workshop condotto da Pierluigi Pitaccolo
                                    Gestalt Counselor

DanzArte vuole offrire un'esperienza favorendo la sperimentazione dell'unità di mente-cuore-corpo per attivare una maggiore consapevolezza di sé, del proprio corpo e delle proprie emozioni e risorse personali.
Il workshop propone differenti momenti con l'utilizzo di tecniche espressive:
si farà esperienza con la creatività del corpo attraverso la danza-movimento creativo integrata alla poetry therapy, alternando esperienza di ArtCounseling utilizzando arti grafiche pittoriche, collage, sculture.
Lo stare insieme, la musica, i colori, le emozioni e la creatività, sono gli ingredienti per regalarsi una giornata di ben-essere.
Quando: Domenica 5 febbraio 2012 dalle 9,15 alle 18,00
Dove: Udine via Stiria 36/A
Quota di partecipazione € 80
Per informazioni e richiedere la scheda d'iscrizioneiscrizioni:
Pierluigi Cell.333.8812904 


http://www.gestaltart.blogspot.com/

ArtCounseling 2009. Mandala, La Forza

sabato 29 ottobre 2011

Il Counseling nello sport

«Non esiste una realtà vera
ma tante realtà quante se ne possono inventare»
Oscar Wilde

Quando si parla di Counseling si entra in un universo di mondi, di significati.
[…]
Se usate la parola «re», per capire la parola «re» dovete disporre di uno sfondo, in modo da capire se è il re d’Inghilterra, il re degli scacchi, o qualche altro re; nulla ha un significato senza il suo contesto. Il significato non esiste.
Viene sempre creato ad hoc (Perls 1969, 68).
(G. Ariano, La terapia della Gestalt: teoria, metodo e tecniche; 1994 Giuffrè-Milano)
In questa sede il Counseling è contestualizzato allo sport, con particolare attenzione all’attività sportiva amatoriale; tuttavia ritengo utile riportare qui di seguito cos’è il Counseling, per approdare poi al modello di riferimento adottato.
Il Counseling è una relazione fondata su principi e caratterizzata dall’applicazione di una o più teorie psicologiche e di un insieme riconosciuto di abilità comunicative.
[…]
Il suo ethos dominante è quello di agevolare piuttosto che offrire consigli o costringere.
[…]
Compito del Counseling è quello di dare al cliente un’opportunità di esplorare, scoprire e chiarire dei modi di vita più fruttuosi e miranti ad un più elevato stato di benessere.
Il Counseling, inoltre, può essere usato per «facilitare il lavoro del cliente secondo modalità che ne rispettano valori, risorse personali e capacità di auto-determinazione».
(C. Feltham e W. Dryden, Dizionario di Counseling, 1995 Sovera Multimedia)
Cosa molto importante del Counseling è che pone l’attenzione alla salute e al benessere della persona, per il miglioramento della qualità della vita.
Il Counseling si rivolge a tutte le persone che sentono il bisogno di accrescere la consapevolezza di sé, potenziare le proprie risorse, col fine di creare e ottimizzare le condizioni ideali per il proprio benessere.
Ritengo che il Counseling in sinergia con lo sport, possa essere un terreno molto fertile dove si creano le condizioni ideali per allenare mente-corpo.
All’interno di un’attività sportiva, il Counseling apre una porta che non è riservata solo agli atleti, ai professionisti dello sport, ma anche a quanti praticano uno sport amatoriale ad ogni età; inoltre assume un ruolo altrettanto importante per le persone con disabilità da qualunque causa.
Una tra le prerogative del Counseling dello sport è certamente il rapporto uomo-atleta, il cui obiettivo è migliorare la performance dell’atleta, tenendo soprattutto in considerazione «l’uomo», non come macchina, ma come essere.
Soprattutto nell’attività amatoriale è importante considerare la persona nella sua più totale interezza, come individuo unico e irripetibile e, come tale, merita un ascolto attivo.
Molte persone che praticano uno sport amatoriale, soprattutto se sono adulti o quando praticano un’attività sportiva acquatica come per esempio il nuoto, possono provare imbarazzo, disagio, paura, senso di inadeguatezza; alcuni movimenti possono essere difficili da eseguire, per diverse ragioni, e spesso scatta nella persona un comportamento evitante.
In questi casi con il Counseling si sostiene la persona ascoltandola attraverso una comprensione empatica, ed inseguito con delle specifiche tecniche per motivarla a sperimentarsi.
Le aree di intervento del Counseling per lo sport, riferite al mio riferimento professionale, sono:
∟ Migliorare la performance degli atleti e di coloro che praticano uno sport amatoriale
∟ Conduzione di gruppi
∟ Formazione per gli operatori del settore sportivo quali allenatori, tecnici delle diverse attività sportive, dirigenti
∟ Migliorare i rapporti interpersonali all’interno di un gruppo o di una squadra col fine di rafforzare una maggiore coesione
∟ Migliorare l’autostima, l’assertività e l’autoefficacia
∟ La gestione dello stress
∟ Incontri di Counseling individuale con le persone che praticano uno sport sia agonistico che amatoriale, con gli operatori sportivi, con i genitori sia degli atleti, sia dei bambini/adolescenti che svolgono un’attività sportiva di qualunque livello
∟ Ascolto e sostegno per le persone anziane e per quelle disabili che frequentano l’ambiente sportivo in qualità di ospiti presso strutture sanitarie
∟ Orientamento sportivo
Il Counseling applicato allo sport è dunque molto versatile, in quanto è orientato sia allo sviluppo del benessere psicofisico ed al potenziamento delle abilità mentali e motorie, col fine di incrementare la performance sportiva, sia per dare sostegno alle persone che ruotano attorno all’ambiente sportivo.

martedì 20 settembre 2011

Comunicare con consapevolezza per star bene con se stessi e gli altri

Quando si parla di comunicazione non si può certo affermare che esistono delle tecniche universali, ognuno deve trovare il proprio stile personale sul quale le parole appropriate si modellano di conseguenza, come un vestito confezionato su misura.

Chi segue precisi schemi o protocolli di comunicazione, finisce spesso per inciampare.
“La maggior parte della gente non vive una vita consapevole: vive una vita meccanica, con pensieri meccanici, di solito appartenenti a qualcun altro; emozioni meccaniche, azioni meccaniche, reazioni meccaniche”.
Da "Messaggio per un’aquila che si crede un pollo"
Anthoni De Mello
Quindi per comunicare in maniera efficace è importante acquisire una nostra consapevolezza interiore, lasciando che questa ci guidi e ci arricchisca in totale assenza di paradigmi di comportamento.
Il potere e l’efficacia che una buona comunicazione possiede è indubbio.
Come ho già scritto in un articolo precedente, le parole sbagliate sono fonte di disagio e di malessere, quindi è di vitale importanza imparare a riconoscerle e a gestirle nelle varie situazioni: familiari, di lavoro, di amicizia; ma è importante anche il dialogo con noi stessi.
Iniziamo a fare i primi passi per capire come deve essere un messaggio per risultare realmente efficace.
  • Il corpo deve assumere una posizione comoda: se è teso anche la mente è tesa. Prima di formulare un messaggio impariamo a stare per qualche secondo in silenzio, scaricando ogni tensione dal corpo e mettiamoci comodi; assumiamo quanto più possibile una posizione piacevole e naturale. In piedi o seduto, dovunque tu ti trovi, mettiti comodo, il più comodo possibile; lasciando che i pensieri si acquietino da soli. Rilassato, sciolto, senza alcuno sforzo il tuo corpo si abbandona; in questo stato di rilassamento anche la tua mente si acquieta.
  • Collocarsi nel presente, non parlare al passato né al futuro: la comunicazione deve collocarsi nell’istante del presente, non restare ancorata nel passato né scivolare su proiezioni future. Quindi per sentirci davvero il fulcro di una comunicazione che ci appartiene e ci faccia stare bene, dobbiamo collocarci nel presente. Diciamo basta al condizionale, al passato al futuro. E’ solo nell’istante che c’è un reale ascolto; la comunicazione dell’istante è sempre fresca, di conseguenza si comunica davvero.
  • Imparare a rallentare e ad usare le pause: le pause hanno una loro fondamentale funzione nelle dinamiche verbali: la comunicazione non è un semplice "Botta e risposta", ma un flusso in cui vi è spazio anche per il silenzio più o meno prolungato, ma costruttivo. Quando ci viene rivolta una domanda, non è indispensabile rispondere subito. Rallentando il ritmo delle parole e utilizzando le pause, cogliamo la preziosa opportunità di ascoltare le parole dell’altro e le nostre, scoprendo nuovi dettagli e nuove sensazioni.
  • Non usiamo parole inutili: impariamo a parlare quando è necessario, quando c’è la reale esigenza di condividere; anche se restiamo in silenzio cerchiamo di essere sempre consapevoli e in ascolto, sempre pronti a cogliere quello che ci arriva dall’altro. Buttiamo via dal nostro linguaggio tutte le parole in più, snelliamo il discorso da frasi fatte e fuggiamo dalle ripetizioni. Scriviamo in un foglietto le parole che non ci piacciono, che ci creano ansia, poi buttiamolo via.
  • Abbassare le resistenze: in molti casi noi crediamo di comunicare e di ascoltare, ma ciò che diciamo è totalmente filtrato: a parlare sono le nostre opinioni, frutto di condizionamenti come l’educazione, l’ambiente, la cultura e così via. Allo stesso modo sentiamo solo ciò che si adatta al nostro scopo. Siamo stati abituati a resistere a tutto: misuriamo, compariamo, valutiamo, giudichiamo. Resistiamo alla comunicazione quando ci fissiamo sull’immagine di noi in cui ci piace o, sentiamo, di dovere identificarci. Ad esempio: "Per me è una questione di principio" oppure "Ne sono convinto da sempre" sono affermazioni di chi resta ancorato al proprio passato, ad una propria etica, da chi difende il proprio territorio a denti stretti convinto che quella sia l’unica realtà, la verità assoluta. Ogni volta che diciamo no opponiamo una resistenza, innalziamo una barriera a nostra difesa; ma chi si difende ingiustamente non evolve mai. Proviamo a dire qualche volta di più si : "Dico si e non c’è più nulla da difendere, mi arrendo". E’ in quel vuoto di pensiero che la mente si placa e ci affacciamo al mondo.
  • Diamo più spazio al silenzio: è importante apprezzare il silenzio, poiché nel silenzio impariamo a riequilibrarci, covando le nostre parole consapevoli. Nel silenzio restiamo attenti all’ascolto, perché ascoltare l’interlocutore senza interferire e senza interromperlo, ci permetterà di capirlo a fondo e di entrare in più intima relazione con lui. Limitiamo il pronome io: quando parliamo in prima persona, proviamo ad usare il verbo alla prima persona singolare ma non il pronome.

giovedì 11 agosto 2011

Prendersi cura di sé con il Counseling

Quando ci si sente a disagio con se stessi e con gli altri, ricorrere al counseling significa prendersi cura di se stessi.

Il malessere che viviamo spesso dipende da un comportamento disfunzionale, da scelte che non ci appartengono, da convinzioni limitanti.
Parlare con un counselor ci aiuta a chiarire diversi aspetti critici della nostra vita, facendo emergere in noi un lato nuovo, più consapevole e affine a ciò che siamo.
Molto spesso il disagio che si manifesta, rappresenta il tentativo di liberarci da un modo di essere superato.
Le caratteristiche di un percorso di counseling:
i colloqui di counseling sono in genere a frequenza settimanale, hanno come finalità il recupero del benessere e si rivolgono sia ai singoli individui sia alla coppia che ai gruppi. I passaggi salienti sono:
• Trovare e chiarire il senso del disagio che si sta vivendo
• Cogliere come mai si è manifestato proprio in quel momento della propria vita
• Osservare che vantaggi offre
• Notare in cosa non si è più gli stessi
• Recuperare l'armonia e l'equilibrio attraverso tecniche specifiche