giovedì 24 giugno 2010

Il Counseling Pluralistico Integrato:
Un faro per la salute ed un benessere consapevole.


Il Counseling Pluralistico Integrato ha come base di riferimento Carl Rogers (1902- 1987) padre della terapia centrata sulla persona e Fritz Salomon Perls (1893 – 1970) padre della psicoterapia della Gestalt.
L’approccio Rogersiano non direttivo in sinergia a quello Gestaltico semidirettivo, creano e mantengono un equilibrio di prospettiva per un intervento di Counseling efficace.
Il modello Rogersiano non si focalizza sul problema dell’individuo, mette al centro la persona stessa poiché ritiene che ognuno ha delle potenzialità, delle risorse, dei talenti per risolvere i propri problemi.
Carl Rogers ritiene che, come tutti gli organismi viventi, anche gli esseri umani posseggono una innata tendenza a salvaguardarsi e ad accrescersi, quindi ogni persona ha la capacità di comprendere se stessa e apportare un cambiamento costruttivo alla sua vita.
Questo contesto di Counseling, deve essere inteso come un allenamento all’autonomia che la persona andrà ad acquisire grazie al sostegno dato dal Counselor.
La modalità Rogersiana non è direttiva ma centrata sul cliente, la sua essenza è quella di accogliere la persona attraverso un ascolto attivo, empatico, rispettoso dell’altro; il colloquio che si instaura con il cliente è di comprensione/chiarificazione.
Vi sono tre aspetti molto importanti che aiutano a stabilire una buona relazione tra Counselor e cliente:
l’autenticità o congruenza; una qualità essenziale che il Counselor deve possedere ed esserne consapevole, poiché le persone sono sensibili e, un comportamento incongruente, non aiuta certo la relazione di aiuto. Questa è soprattutto riferita alla comunicazione non verbale poiché è più genuina.
L’accettazione positiva incondizionata; un Counselor accettante si apre al cliente manifestando la sua disponibilità ad ascoltarlo a 360°, mettendolo nella posizione di aprirsi a diverse tematiche senza che egli si senta costretto o giudicato. Tuttavia questo non significa che il Counselor deve accettarne tutti gli aspetti comportamentali. L’accettazione è riferita anche al Counselor stesso, che deve essere consapevole delle sue difficoltà personali.
L’empatia; il Counselor deve vedere, sentire ed entrare nel mondo del cliente come se fosse il proprio.
Il Counseling Rogersiano utilizza la tecnica della riformulazione, questa facilita il cliente nell’esposizione di un fatto e lo aiuta ad esplorarsi più in profondità, in modo tale che il soggetto possa vedere la sua situazione anche da un’ottica diversa; così facendo può riconsiderare la propria situazione e trovare nuove alternative ad una soluzione troppo scontata.
L’approccio Gestaltico: la Gestalt fu elaborata negli anni ‘ 40 da Fritz Salomon Perls.
Il modello Gestaltico si differenzia da quello Rogersiano come metodologia, poiché utilizza delle tecniche diverse, tuttavia questi due approcci si integrano e si completano l’uno con l’altro.
Come lo Yin e lo Yang che rappresentano il loro rapporto dinamico e inversamente proporzionale, dove lo Yin è l’energia potenziale e lo Yang il movimento, anche l’approccio Gestaltico e Rogersiano si integrano creando un equilibrio: l’uno raggiunge il suo acme dove l’altro finisce e viceversa.
Anche la Gestalt come il modello Rogersiano, asserisce che ogni individuo ha insita la capacità di integrare tutte le parti di sé in modo costruttivo.
«Ogni organismo tende naturalmente ad un sano equilibrio, per cui è sufficiente mettere le persone in contatto con le proprie emozioni, sensazioni, ecc., perché si verifichi la crescita».
(G. Ariano)
L’obiettivo della Gestalt è di aumentare la consapevolezza delle vicende non concluse dell’individuo, mettendone in risalto i sentimenti nel Qui e Ora, che rappresentano le colonne portanti della Gestalt.
La Gestalt del Qui e Ora, in cui l’accento è posto nel presente, nell’adesso, come elemento espressivo della totalità dell’esperienza, come il luogo in cui passato e futuro si incontrano.
Più che verbale la Gestalt è corporea e sperimentale; invita la persona a mettersi in gioco, a sperimentarsi nell’apprendere con consapevolezza nel presente, imparando a rivolgere l’attenzione a ciò che si sta facendo e si sente nel Qui e Ora, diventando gradualmente consapevole dei propri gesti, della propria respirazione, delle proprie emozioni.
Il corpo funziona insieme alla mente con una modalità inscindibile, la quale si manifesta in tutti gli aspetti dell’attività fisica, emotiva e cognitiva.
La Gestalt essendo di tipo fenomenologico ed esperienziale, a mediazione corporea, prende in considerazione l’individuo nella sua interezza.
Difatti il corpo è l’informatore più sincero e autentico; le emozioni, i pensieri, le sensazioni vengono espresse attraverso i movimenti, le posture, i gesti.
Il corpo è un mediatore tra il mondo esterno e quello interno.
«Non c’è gesto che non parli» (M. de Montaigne).
La centralità dell’approccio Gestaltico è la consapevolezza che è focalizzata su ciò che accade nell’esperienza dell’adesso, nel Qui e Ora, anziché cercarne l’interpretazione; pone l’attenzione alle manifestazioni corporee - sensoriali soggettive e alla sperimentazione dei vissuti emozionali personali nel presente.
Le tecniche Gestaltiche utilizzate nel Counseling hanno l’obiettivo di produrre nella persona una maggiore consapevolezza incoraggiandone l’autoespressione.
Gli ambiti d’intervento del Counseling sono diversi; personalmente svolgo attività consulenziale con incontri individuali, per la coppia e di gruppo; Art-Counseling dedicato con maggiore attenzione ai bambini e agli adolescenti, Counseling di sostegno scolastico, finalizzato allo sviluppo della componente affettiva e nella motivazione allo studio, conduzione di gruppi di Gestalt Dance Counseling.
“Chi si trova in una situazione di disagio, dove non sembra esserci una viad’uscita, una situazione in cui si deve elaborare un lutto, può trarre vantaggio da un percorso di Counseling ma, soprattutto, è importante concedersi un fondamentale diritto: quello di poter raccontare la propria storia, di esprimereil dolore, darsi il permesso di piangere; e mentre ciascuno si racconta, ci deveessere qualcuno che ascolti”. Questo è il Counseling, questa è la mia professione.

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